TREKKING: GT-GEA, variante Orecchiella

37cbbfdf6971e7f5136df7f2d4e5f2aa.jpgGT-GEA (Garfagnana Trekking-Grande escursione Appenninica): variante dell’Orecchiella

E’un percorso ad anello che permette al trekker di lasciare per 2-3 giorni l’itinerario GT-GEA (così è chiamato il Sentiero Italia in questo tratto Appenninico) ed effettuare una lunga digressione, verso la Garfagnana, sulla dorsale monte Bocca di Scala-Pania di Corfino, fino alla zona dell’Orecchiella (circa 5 Km in linea d’aria dal crinale). L’Orecchiella è una delle zone più interessanti dell’Appennino Settentrionale dal punto di vista naturalistico, ricca di boschi d’alto fusto e animali selvatici (cervi, mufloni, cinghiali, lupi e aquile reali) e presenta un centro visitatori particolarmente gradevole ed attrezzato. Qui si visitano anche tre Riserve Naturali Statali che tutelano biotopi di particolare interesse (Lamarossa, Pania di Corfino, Orecchiella). Alla fine dell’anello si rientra sul tracciato GT-GEA nello stesso punto in cui si era lasciato.

37cbbfdf6971e7f5136df7f2d4e5f2aa.jpgGT-GEA (Garfagnana Trekking-Grande escursione Appenninica): variante dell’Orecchiella

E’un percorso ad anello che permette al trekker di lasciare per 2-3 giorni l’itinerario GT-GEA (così è chiamato il Sentiero Italia in questo tratto Appenninico) ed effettuare una lunga digressione, verso la Garfagnana, sulla dorsale monte Bocca di Scala-Pania di Corfino, fino alla zona dell’Orecchiella (circa 5 Km in linea d’aria dal crinale). L’Orecchiella è una delle zone più interessanti dell’Appennino Settentrionale dal punto di vista naturalistico, ricca di boschi d’alto fusto e animali selvatici (cervi, mufloni, cinghiali, lupi e aquile reali) e presenta un centro visitatori particolarmente gradevole ed attrezzato. Qui si visitano anche tre Riserve Naturali Statali che tutelano biotopi di particolare interesse (Lamarossa, Pania di Corfino, Orecchiella). Alla fine dell’anello si rientra sul tracciato GT-GEA nello stesso punto in cui si era lasciato.

descrizione dell’itinerario:

Percorrendo il GT-GEA (sentiero di crinale 0-0) al passo degli Scaloni di monte Vecchio (1922 m.) si stacca verso la Garfagnana il sentiero CAI n° 64 detto “Sentiero degli Scaloni”. E’ un antico percorso pastorale di comunicazione tra i pascoli dei due versanti appenninici e permette anche oggi alle greggi di superare facilmente il crinale e spostarsi dai pascoli a solivo del Bocca di Scala a quelli più alti e freschi (esposti a Nord) del monte Vecchio, sul versante Emiliano. Il sentiero scende diagonalmente tagliando il versante Sud del monte Vecchio in direzione della Sella Bocca di Scala (ampi prati con fonte a 5’ nascosta sul versante Nord, rifugio dei pastori al limitare del bosco sul versante Sud). Lasciata la sella si risale tra singolari vallette di mirtilli alla cima del monte Bocca di Scala (1846 m.) che sul versante sud si trasforma in un’ampia e rotondeggiante dorsale, un vero e proprio balcone  panoramico sulla Garfagnana e la catena delle Alpi Apuane (e nelle giornate terse fino al mare del golfo di Baratti e alle montagne dell’isola d’Elba, all’isola di Capraia e agli alti rilievi della Corsica). Percorso questo tratto si scende sempre più rapidamente (sempre sui segnavia del sentiero CAI n° 64) alla Sella di Lamarossa (1663 m., 1,30h. dalla partenza), bivio di sentieri, da qui si stacca a destra il sentiero CAI n° 66 che conduce alla Riserva Naturale Statale di Lamarossa, ricca di torbiere e sorgenti in un ampio pianoro alle falde dl Bocca di Scala (un eventuale visita a questa riserva comporta la discesa a Lamarossa un giro tra le radure della zona umida e il rientro sul nostro itinerario, il sentiero CAI n° 64, in località Sella di Campaiana utilizzando a questo scopo  la strada sterrata del retropania).

Alla Sella di Lamarossa si continua dritti sul 64 e si risale in breve sulla boscosa Serra di Corfino (1691 m.) e da qui il sentiero ci porta, scendendo con ampi tornanti nella faggeta d’alto fusto, alla Sella di Campaiana (1518 m.) dove si incrocia la rotabile sterrata del retropania (2,30h. dalla partenza). Si attraversa la strada e si prosegue sempre dritti in discesa verso il valico sottostante e la Pania di Corfino. Al valico (prato con croce dopo un breve tratto di bosco) si lascia il sentiero 64, che gira a destra in discesa verso la Buca dei Lupi e l’Orecchiella, e si prosegue diritti sul sentiero CAI n° 62 che risale dolcemente i prati del retropania zigzagando tra boschetti e radure e in meno di mezz’ora si raggiunge lo sbalzo roccioso della cresta della Pania di Corfino (qui verso Ovest  la Pania precipita di netto per circa 200 m. con pareti  calcaree divise da canaloni pietrosi). Sulla cima a 1603 m., punto panoramico sull’intera Garfagnana e le Apuane si trova una grande croce di legno. Proseguendo sempre sui segnavia CAI 62 – Airone 1, si segue la cresta verso Ovest fino a raggiungere una vicina sella erbosa e da qui il sentiero CAI 62 si getta a tornanti in un ripido canalone, prima erboso, poi pietroso che scende rapidamente verso l’Orto Botanico Pania di Corfino le cui strutture sono ben visibili dall’alto. L’Orto è poco sotto i 1400 metri di quota (visita guidata a pagamento durante l’estate, accesso libero nelle altre stagioni ma attenzione a richiudere bene il cancello per impedire l’accesso al branco dei mufloni o ad altri animali selvatici che non è difficile avvistare in questa zona). Dall’Orto Botanico si può scendere sulla rotabile non asfaltata lungo la quale troveremo gli attrezzi in legno del percorso salute, o sul sentiero che ne taglia i tornanti, e dopo poco più di un Km. si arriva all’ampia radura del rifugio Isera (1209 m.), la nostra meta, posto tappa trekking con area di sosta attrezzata per tende (4,00h. dalla partenza).

Dal rifugio Isera è possibile effettuare una serie notevole di escursioni o visite di mezza giornata/una giornata, qui ne descriviamo alcune:

          la Riserva Naturale Statale Pania di Corfino e in particolare il vallone delle Grottacce, dove nidifica l’aquila, utilizzando il percorso di Airone 1 poi il sentiero CAI n° 56, o le numerose varianti possibili su altri raccordi non segnalati ma di cui si possono avere dettagli al rifugio;

          la Riserva Naturale Statale di Lamarossa (se non lo si è già fatto deviando dal percorso di discesa) risalendo sul sentiero CAI n° 64 fino alla sella di Campaina e prendendo la sterrata verso sinistra fino alla Lamarossa, qui si può visitare la zona umida seguendo, a sinistra,  i segnavia del sentiero Airone 3 che ci riporteranno con un ampio giro al Centro Visitatori dell’Orecchiella e di qui sui segnavia Airone 1 di nuovo al rifugio Isera;           il Centro Visite del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano dell’Orecchiella, dove è presente un bella esposizione didattica sulla flora e fauna della zona, una sala congressi, diversi recinti faunistici con zone di avvistamento dei selvatici, un recinto (più basso degli altri raggiungibile con un apposito sentiero) dove sono tenuti alcuni orsi;           la fortezza estense di Verrucole compiendo un percorso ad anello che dall’Orecchiella scende attraverso insediamenti pastorali e boschi al santuario della Madonna del Bosco di san Romano in Garfagnana per poi raggiungere il paesino medioevale di Verrucole abbarbicato sulla cresta sotto la sua fortezza, che è collegata da un sentiero. Dopo la visita alla fortezza si scende al Mulino (museo dell’olio di noci che un tempo veniva qui prodotto) si risale all’abitato pastorale di Vibbiana (paese caratteristico su una costa al sole molto scoscesa) e da qui per strade d’esbosco e mulattiere si risale all’Orecchiella e al rifugio Isera.           Il sentiero Airone 2 con la discesa dall’Orecchiella al Canale del Lupo lungo le gole del fosso Rimonio, l’eventuale visita alla Valle di Soraggio con i suoi paesini di pastori rimasti intatti nel tempo, la risalita delle rocce calcaree della Ripa e il rientro all’Orecchiella attraverso i vecchi pascoli assolati e panoramici della cima della Ripa.  Effettuate le escursioni e le visite desiderate nella zona dell’Orecchiella, secondo i giorni a disposizione, si inizia la risalita al crinale per rientrare nel GT-GEA completando così l’anello dell’Orecchiella. Il percorso, anche in questo caso, può essere vario in quanto si deve raggiungere obbligatoriamente l’alpeggio di Campaiana, nel retropania, cosa che si può fare attraverso il valico della Maestà di san Pellegrino a metà cresta della Pania di Corfino sul sentiero Airone 1 , oppure aggirando completamente il massiccio della Pania (utilizzando Airone 1, il sentiero CAI n° 58 in discesa fino a Corfino (visita ad uno dei paesi meglio conservati della Garfagnana) riprendendo poi sul sentiero  CAI n° 56 che porta in Campaiana  attraverso il vallone delle Grottacce zona di nidificazione delle aquile), oppure, più brevemente, dal rifugio Isera risalendo la retrostante Buca dei Lupi (sentiero CAI n° 64) fino al Bastardino e alla Sella di Campaiana (raggiungibile peraltro anche con la faticosa salita del canalone centrale della Pania di Corfino sul sentiero CAI n° 62). Dalla Sella di Campaiana si scende nei pascoli del retropania fino al rifugio Granaiola e da qui, lungo il tracciato Airone 1, a Campaiana. Da Campaiana si prende in salita il sentiero CAI n° 58 che attraversa un pascolo cespugliato prima di rientrare in una bella faggeta d’alto fusto che si percorre, sempre in salita, superando alcune vallette con corsi d’acqua e una zona di affioramenti marnosi, fino verso i 1.500 m. di quota; qui il bosco si dirada e, dopo alcune radure, si sbuca da sud nell’ampio pascolo del monte Bocca di Scala, immediatamente sotto al rifugio dei pastori. A questo punto si rivedono il monte Vecchio e la Sella Bocca di Scala (già attraversati in discesa) e si riconosce il taglio del sentiero degli Scaloni in diagonale, verso destra, sul versante Sud del m.Vecchio. Senza percorso obbligato si risale dal rifugio Bocca di Scala (possibile sosta se ci sono i pastori, altrimenti è chiuso) verso la Sella Bocca di Scala e da qui si torna al sentiero di crinale risalendo il sentiero degli Scaloni (già percorso in discesa), oppure, per chiudere in bellezza l’anello si può fare una variante alpinistica (non difficile né esposta) proseguendo dalla Sella Bocca di Scala sul filo della cresta Ovest del monte Vecchio (primo grado alpinistico) fino a raggiungerne la vetta (1982 m.) dove si ritrova il sentiero di crinale (5,30h. se si passa da Corfino – 3,00/4,00h. sugli itinerari più diretti) .

TREKKING: GT-GEA, variante Orecchiellaultima modifica: 2007-07-09T21:30:00+02:00da rifugio.isera
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